Attuazione della Revisione dello Strumento Militare Nazionale

10 Agosto 2013
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La legge 31 dicembre 2012, n. 244, recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, si propone  di precostituire, in un periodo di congiuntura economica non favorevole, uno strumento militare in grado di rispondere efficacemente ai nuovi compiti cui è chiamato nel moderno contesto internazionale e nei prevedibili sviluppi degli scenari di crisi. Per assicurare l’obiettivo tre le principali linee di intervento.

La prima riguarda il tema della razionalizzazione delle risorse. Per assicurare che il sistema rimanga in piena efficienza occorre una ristrutturazione, in senso riduttivo, degli apparati e degli organici, essendo quelli attuali ormai insostenibili sul piano economico e tali da determinare uno squilibrio nell’allocazione delle risorse attualmente impiegate nel budget della Difesa. Ciò allo scopo di avvicinare la ripartizione delle risorse a un modello che prevede la destinazione del 50 per cento al personale, e il 25 per cento, rispettivamente, alle spese di esercizio e di investimento, secondo un equilibrio ritenuto ottimale dalle analisi elaborate e generalmente accettate a livello europeo.

La seconda riguarda la funzionalità dello strumento militare, con l’obiettivo di assicurare una dimensione coerente con le risorse disponibili e che sia pienamente efficiente e rispondente ai livelli qualitativi e operativi più elevati. Accanto alla piena integrabilità dello strumento militare nei contesti internazionali i provvedimenti da attuare dovranno tendere a realizzare:

– una prospettiva di una politica di difesa comune europea;

– una contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni.;

– una riorganizzazione degli organismi di vertice e territoriali, delle strutture preposte al settore infrastrutturale e alla formazione e addestramento;

– la soppressione del Consiglio Superiore delle Forze Armate.

La terza, il punto più delicato del provvedimento, prevede la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare a 150.000 unità, nonché del personale civile del Ministero della Difesa a 20.000 unità, da conseguire entro l’anno 2024, salvo proroghe.

 In attuazione della Legge Delega del 31 dicembre 2012, n. 244, su richiamata, in data 8 agosto 2013, sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri, due schemi di Decreti Legislativi che avviano il profondo mutamento del sistema della Difesa per renderlo più sostenibile sotto il profilo finanziario senza intaccare l’efficienza operativa ed introducendo importanti garanzie per il personale.

In particolare:

1.    Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di personale militare e civile del ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione”. Questo provvedimento è volto a revisionare, in continuità con le disposizioni – già in fase di attuazione – della legge denominata “Spending Review”:

–   le dotazioni organiche complessive del personale militare dell’Esercito Italiano, della Marina militare (escluso il Corpo delle capitanerie di porto) e dell’Aeronautica militare, riducendole a complessive 150.000 unità entro l’anno 2024;

 –  le dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa, riducendole a 20.000 unità entro l’anno 2024.

 Le procedure per la riduzione del personale è previsto che siano sviluppate attraverso piani triennali scorrevoli, assistiti da misure di garanzia che intendono evitare provvedimenti finali di natura autoritativa.

2.    Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze Armate”. Questo provvedimento mira a realizzare la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle strutture ordinative centrali e periferiche delle Forze Armate, perseguendo l’obiettivo di conseguire una contrazione delle stesse non inferiore al 30 %. Questo sarà realizzato mediante successivi provvedimenti di soppressione e riconfigurazione di enti, comandi e strutture delle Forze Armate; queste ultime, in relazione alle proprie caratteristiche, procederanno ad un riassetto complessivo della propria organizzazione nelle aree operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche.

La ristrutturazione del comparto Difesa è frutto di un’attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro. Le norme approvate discendono dall’urgente bisogno di garantire l’efficienza delle Forze Armate; nondimeno, per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge.

 La nuova organizzazione delle Forze armate Italiane, orientata all’efficienza ed alla sostenibilità, permetterà di presentare questa revisione nel prossimo consiglio europeo nella prospettiva dell’avvio di un’analoga organizzazione europea della Difesa.

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