di Errico Centofanti Lasciata la confortevole saletta del bar dove l’aveva convocato Diego Fabbri, Marco Ferreri affrontò a testa bassa il lastricato di Via della Conciliazione, scivoloso per i postumi del violento nubifragio che la sera prima aveva flagellato Roma. Per quanto a malincuore, aveva dovuto lasciare a spron battuto il montaggio del suo...







