Ivana Fracasso, conduttrice del programma L’Eco d’Abruzzo, intervista Goffredo Palmerini per CHIN Radio – Toronto

27 Agosto 2026
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L’Aquila Capitale italiana della Cultura, la Perdonanza e Celestino V i temi trattati

L’AQUILA – Una settimana fa, giovedì 20 agosto, ho rilasciato a Ivana Fracasso – esponente di spicco della comunità abruzzese in Canada e già componente del CRAM Consiglio Regionale Abruzzesi nel mondo – conduttrice del programma L’Eco d’Abruzzo su CHIN Radio, sulla Perdonanza e su Celestino V, approssimandosi la 732.ma edizione del giubileo aquilano, che il 28 agosto vedrà aprire la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio dal cardinale José Tolentino de Mendonça. Se può essere d’interesse, questa la trascrizione dell’intervista.

27 agosto 2022

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Ivana Fracasso (al centro) con la Sen. Francesca La Marca e Mario Daniele

Vi presento il personaggio di oggi, giornalista e scrittore aquilano, un grande studioso dell’emigrazione abruzzese, Goffredo Palmerini. Aggiungo che ho un antico rapporto di amicizia con lui iniziato nel comune impegno come componenti del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo. Goffredo, qual è il significato attuale della Perdonanza e il messaggio di Celestino V?

Intanto un saluto a te, carissima Ivana, e a tutti gli ascoltatori del programma “L’Eco d’Abruzzo”. Voglio anzi far giungere a tutti gli abruzzesi e a Voi tutti, italiani in Canada, tramite CHIN Radio Toronto, il mio saluto e soprattutto il ringraziamento per l’onore che rendete all’Italia, con la vostra laboriosità, con il talento e la creatività che sapete esprimere in ogni campo di attività.  Ci riempite il cuore di orgoglio e vi siamo immensamente grati.

Rispondo ora alla tua domanda. La Perdonanza è il primo Giubileo della storia, concesso a viva voce da Celestino V il 29 agosto 1294, quando fu incoronato con la tiara papale a L’Aquila, davanti la basilica di Santa Maria di Collemaggio, presente una moltitudine di pellegrini – una cronaca del tempo parla di 200mila persone -, tra i quali fors’anche Dante Alighieri. Un mese dopo papa Celestino emanò la Bolla pontificia che istituiva la il giubileo aquilano, affidata al Sindaco della città che da 732 anni la custodisce e ogni anno indice la Perdonanza. È davvero singolare che sia l’autorità civile, d’intesa con quella religiosa, ad indire ogni anno la Perdonanza, proprio in forza del possesso della Bolla.

Nella Bolla papa Celestino dispone che chiunque sinceramente pentito e confessato entri nella basilica, dai vespri del 28 agosto a quelli del 29, riceve il perdono di tutti i peccati commessi fin dal battesimo. Un’indulgenza plenaria. Un fatto “rivoluzionario” per quel tempo, perché gratuita e destinata a tutti. Con la Perdonanza papa Celestino richiamava la necessità di un forte rinnovamento spirituale nella Chiesa del suo tempo, come già prima di lui avevano fatto Francesco d’Assisi e Gioacchino da Fiore.  Proprio per essere la Perdonanza un fatto rivoluzionario, Bonifacio VIII, eletto papa dopo le dimissioni di Celestino, cercò dapprima di annullarla, poi invece si ispirò ad essa per istituire il Grande Giubileo universale del 1300. Nei cinque mesi di pontificato, da luglio a dicembre del 1294, Celestino lasciò un segno profondo nella Cristianità. 

L’aveva già iniziata la sua opera di rinnovamento nei decenni precedenti fondando, secondo la regola benedettina, la Congregazione di monaci che porteranno il suo nome, i celestini, dedita alla preghiera e alle opere di carità. Dopo la rinuncia al papato, tornato ad essere l’umile monaco Pietro del Morrone, morirà il 19 maggio 1296 a Fumone e nel 1313 sarà proclamato Santo da papa Clemente V. Le sue spoglie nel 1327 saranno proditoriamente trafugate dai suoi monaci da Ferentino a L’Aquila, dove sono custodite nello splendido mausoleo interno alla basilica di Collemaggio.

La Perdonanza, quale può essere oggi il suo significato? In un tempo difficile quale quello che l’umanità ora vive – tra drammi epocali, guerre terribili e violenze d’ogni sorta – è sempre più attuale il messaggio di riconciliazione con Dio e con il prossimo con il quale la Perdonanza ci interpella tutti. La Perdonanza è stato un dono immenso che Celestino ha affidato alla città dell’Aquila, ma è destinato all’intera umanità.

Non a caso Papa Francesco, venendo ad aprire la Porta Santa alla Perdonanza del 2022, ha definito “L’Aquila Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. Un privilegio, certamente, che fa dell’Aquila una città speciale. Ma è soprattutto una responsabilità, una missione, che ci impegna tutti a promuovere opere di riconciliazione e di pace, ad essere testimoni nel nostro tempo del valore del perdono.


Quale senso ha la scelta del cardinale José Tolentino de Mendonça per l’apertura della Porta Santa?

Ogni anno il Papa affida a un Cardinale l’incarico di aprire la Porta Santa della basilica di Collemaggio. L’anno scorso fu incaricato il cardinale Parolin, Segretario di Stato vaticano. Quest’anno il compito è stato assegnato al cardinale José Tolentino de Mendonça – teologo portoghese, ma anche scrittore e poeta – che è Prefetto del dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Sarà lui, il 28 agosto, dopo l’arrivo del Corteo che reca la Bolla, custodita nella cappella della Torre civica e scortata fino alla basilica di Collemaggio, ad aprire la Porta Santa con un rito austero e commovente, battendovi tre colpi con il bastone d’ulivo del Getsemani, secondo l’antica tradizione. Da quel momento inizierà il giubileo aquilano, 24 ore fino ai vespri del giorno successivo, quando la Porta sarà ritualmente richiusa e la Bolla rientrerà in corteo nel Palazzo municipale.


Ha un significato particolare la presenza del cardinale José Tolentino de Mendonça nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura?

Sì, Ivana, è davvero significativo che l’incarico sia stato affidato al Cardinale che guida il dicastero della Cultura del Vaticano, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura. La città può mostrare il suo volto più bello e suggestivo, con le valenze artistiche architettoniche e storiche che la connotano, specie dopo l’opera pregevole di ricostruzione dai danni del terremoto del 2009, ora in uno stato molto avanzato.

Inoltre, istituendo la Perdonanza, papa Celestino volle che il giubileo aquilano, oltre all’atto di riconciliazione con Dio e con i fratelli, fosse anche una festa importante per la cristianità, ricorrendo la decollazione di San Giovanni Battista. Nella Bolla, infatti, egli dispone che “il Santo venga onorato mediante inni, canti e devote preghiere dei fedeli”. Cosicché alle celebrazioni religiose e alle iniziative di riflessione spirituale, che l’Arcidiocesi dell’Aquila cura, sono associati eventi di rilevante qualità culturale e spettacoli con grandi artisti, promossi dalla Municipalità, che ogni anno richiamano decine di migliaia di persone dall’Abruzzo e anche dalle regioni limitrofe. Ad essi s’aggiungono i turisti che sempre in maggior numero vengono a visitare L’Aquila durante la settimana che conduce alla Perdonanza, dal 23 al 29 agosto.


Secondo te ha un grande valore la Perdonanza nel far conoscere L’Aquila e l’Abruzzo anche oltre i nostri confini?

Davvero forte, sul piano spirituale e civile, è il messaggio universale che promana dalla Perdonanza, nel 2019 riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sia per questa certificazione quale patrimonio mondiale, sia per l’immenso valore che papa Francesco ha riconosciuto alla Perdonanza, definendo L’Aquila Capitale del Perdono, la città capoluogo e l’Abruzzo intero hanno varcato tutti i confini e si sono aperti al mondo, diventando ambasciatori dei valori della riconciliazione e della pace.

Goffredo, segnalaci un tuo ricordo o un aspetto della Perdonanza che, avendola seguita e raccontata per tanti anni, ritieni particolarmente significativo.

Prima di tutto avverto l’orgoglio d’aver contribuito, nel 1983, con il sindaco Tullio de Rubeis – io allora giovane assessore e suo stretto collaboratore – ad avviare un forte progetto di rilancio della Perdonanza, valorizzandone il profondo messaggio di pace. Ricordi ne avrei molti, essendo stato amministratore della città per quasi trent’anni. Vorrei solo segnalare qualche evento di rilevante significato, specie durante le dieci edizioni dirette da Errico Centofanti, come Soprintendente della Perdonanza ma soprattutto come curatore del progetto artistico di “rivitalizzazione” del giubileo celestiniano.

Ricordo per esempio la presenza all’Aquila di alcuni Premi Nobel per la Pace, l’incontro tra rappresentanti di Israele e Palestina (impensabile, prima del trattato di Oslo del 1993), la presenza di testimoni delle Città martiri, la partecipazione dei nativi dell’Amazzonia quali testimoni di custodia della natura. Ma il ricordo più intenso è quello della visita di Papa Francesco, primo papa ad aprire la Porta Santa, che commosse L’Aquila e il mondo collegato in diretta televisiva. Scrissi su quell’evento straordinario un ampio e dettagliato articolo. Uscì su 52 giornali, sia in Italia che sulla stampa italiana all’estero. Per questa sua vasta diffusione è ora iscritto sul Gems Book of Word Records, una specie di Guinness dei primati, riconosciuto come l’articolo più pubblicato al mondo.

Grazie Goffredo per aver accettato il nostro invito a parlarci di Perdonanza e dell’Aquila. Questa è anche un’occasione per salutarti e per informare i nostri radioascoltatori che presto verrai in Canada a trovarci, il 25 settembre e fino al 29, negli eventi organizzati dalla Federazione Abruzzese Greater Toronto e della Federazione Abruzzese Canada, a Toronto e Ottawa, per impulso del presidente Angelo Filoso, un vero vulcano di iniziative. A presto e buona Perdonanza!

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