INTERVENTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE DI ASSOARMA GEN. C.A. PAOLO GEROMETTA IN OCCASIONE DELL’INCONTRO DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON LE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA (QUIRINALE 23 APRILE 2026)

26 Aprile 2026
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Signor Presidente,
a nome del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma (ASSOARMA), composto da 40 Sodalizi che ho l’onore di rappresentare unitamente ai loro Presidenti Nazionali, Le rinnovo le espressioni della più sentita gratitudine per averci dato, ancora una volta, la possibilità di intervenire in questa importante occasione.
Prima di tutto, mi consenta di esprimere la nostra fierezza e riconoscenza di poter vivere in quel sistema di libertà e democrazia che l’Italia tutta seppe riconquistare nel 1945 dopo 20 interminabili mesi di immani ritorsioni, sofferenze ed atrocità inferte dall’occupazione nazista sostenuta dal regime di Salò.
Un sistema che continua ad esserci di guida sicura, soprattutto per il valore morale che unitamente al ricordo di quei Combattenti lo ispira e lo rende patrimonio della coscienza nazionale poiché ci richiama ai principi cardine della nostra società quali la responsabilità, la fedeltà alle Istituzioni ed il servizio alla Patria.
Ciò assume una valenza ancora più rilevante nell’attuale contesto purtroppo segnato da molteplici, profonde e complesse criticità geopolitiche caratterizzate da continui pericoli di spiralizzazione in grado di provocare crisi globali dalle conseguenze imponderabili che richiedono un impegno, un senso di responsabilità ed un’attenzione davvero straordinari.
A tal riguardo, desidero esprimere la nostra sentita solidarietà agli Alti Vertici dello Stato ed alle Istituzioni oggetto di recenti, inaccettabili e volgari attacchi, che offendono l’Italia intera ed hanno già provocato tra tutti gli italiani profonda indignazione ed una ferma condanna.
Il 25 aprile 1945 concluse quel drammatico e complicato biennio della nostra storia caratterizzato tra l’altro da una guerra fratricida di cui ancora si possono in qualche modo percepire le cicatrici. Un periodo storico che può essere considerato un vero e proprio “secondo Risorgimento” della nostra Patria durante il quale l’Italia tutta – popolo e militari – combatterono coesi con valore, fermezza morale, resilienza, generosità e coraggio per l’obiettivo comune della Liberazione.
Non fu facile per l’Italia arrivare in pochissimi mesi dalla resa incondizionata alla cobelligeranza ma ci riuscì proprio grazie all’esemplare senso dell’Onore ed amor di Patria dei nostri militari in Italia ed all’Estero, inquadrati nel Corpo Italiano di Liberazione, nei Gruppi di Combattimento, nelle restanti unità delle Forze Armate italiane “cobelligeranti” od operanti nelle formazioni partigiane.
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Durante tutto quel periodo, scrissero pagine indimenticabili di storia e furono protagonisti di grandi sacrifici e di un ammirevole altruismo in molteplici eventi che costarono loro ben 87 mila Caduti.
Al riguardo, è doveroso ricordare anche la durissima, sofferta e coraggiosa forma di resistenza che fu posta in essere dagli oltre 600 mila Internati Militari Italiani (IMI) deportati nei campi di prigionia e di sterminio perché si rifiutarono di servire nella guerra del III Reich e dei suoi alleati fascisti. Essi – in massa – non cedettero mai alle lusinghe del nemico rimanendo sempre fedeli al Giuramento prestato ed ai propri ideali, testimoniando in tal modo un eroismo che ebbe tutta la valenza di una ribellione morale, espressione dell’alta dignità e della forza d’animo con cui affrontarono le terribili conseguenze della loro scelta.
Assieme a Loro, non dobbiamo mai dimenticare neanche i tantissimi Martiri – civili e militari – delle innumerevoli ed efferate stragi perpetrate dalla barbarie nazifascista in molte parti della nostra penisola ed all’estero.
In tal senso, siamo convinti che i Valori della Liberazione e della memoria di tutti coloro che s’immolarono per essi non possano mai essere in alcun modo divisivi e devono invece costituire un valore aggiunto in termini di coesione nazionale, di cultura del rispetto e della solidarietà, di senso di appartenenza nonché della consapevolezza dei propri doveri quale suggello del primato morale dell’interesse collettivo rispetto a quello del singolo.
Ricordare con giusto orgoglio quei “Soldati di allora” – esempi intramontabili di servizio al bene comune e vera espressione del nostro popolo – non può distoglierci dal rivolgere un pensiero di apprezzamento e di convinta solidarietà ai “Soldati del presente”. Essi quotidianamente stanno dando dimostrazione di esserne dei validi eredi, tenendo alto il nome dell’Italia sulle nostre strade e in terre lontane, a salvaguardia dei Valori della civiltà e dell’interesse nazionale. Ciò pagando anche col sacrificio della vita il loro servizio alla Patria, volto attuale di quella stessa volontà di contribuire concretamente alla costruzione della pace, alla libertà, alla comprensione tra i popoli che ispirò la Liberazione.
Ad essi, in questo 25 aprile rievocatore di eventi trascorsi mai dimenticati ma neanche vissuti come una celebrazione cristallizzata, vogliamo rivolgere il nostro caloroso abbraccio con la certezza di esprimere i sentimenti concordi di quanti hanno a cuore i valori autentici delle nostre Forze Armate, soprattutto nel momento impegnativo e delicato che stiamo vivendo.
Infine, consapevoli più che mai che commemorare non basta se poi non sappiamo trarre ammaestramento per il presente ed il futuro, il nostro auspicio più sentito è che questa ricorrenza diventi ancor più un momento catalizzante in grado di stimolare un rinnovato e fermo impegno – da parte di tutti noi – nel saper essere esempi credibili in ogni circostanza.
Ciò ci consentirà di poter svolgere con la giusta autorevolezza il ruolo di “ponte ideale tra generazioni”, nell’attualità di quei Valori irrinunciabili per una società sempre più equa, libera, solidale, nel rispetto delle Istituzioni ed in ossequio ai principi della nostra Costituzione.
Grazie Signor Presidente!

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