Attacco terroristico a Parigi: NON POSSIAMO TACERE

8 Gennaio 2015
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di Nunzia Bernardini*

BARI – Dopo quello che è successo a Parigi, non si può rimanere silenti e anche noi della redazione di Corriere di Puglia e Lucania esprimiamo la nostra (non scontata) solidarietà alla stampa francese per il sangue versato all’interno di una redazione riunita per lavorare al giornale. Colleghi giornalisti  e collaboratori  sacrificati “sull’altare” della vendetta in nome di Allah, che l’Islam stesso definisce  Grande e  Misericordioso.

Da questo bisogna ripartire: per noi sono gli stessi islamici che devono prendere le distanze da questa barbarie e fare chiarezza al proprio interno: non basta sostenere che esiste un Islam “buono”. Sono proprio loro stessi che devono combattere i mostri che sono cresciuti nella loro “pancia”.

Risalendo alle origini, forse fu anche l’aver teorizzato che era legittimo uccidere un infedele,  a determinare il diffondersi della nuova religione nata dalla rivelazione di Allah al suo profeta Maometto.  Ma quello era il 600 dopo Cristo. Oggi il rapporto tra le religioni monoteiste deve essere improntato non con la sopraffazione o la paura, ma con il dialogo, che deve rappresentare un monolite invalicabile.

Il principio non negoziabile per ogni credente è quello che non si può uccidere un proprio simile  in nome della  fede!

Anche l’Occidente hai i suoi  mostri e non a caso molti giovani europei si sono convertiti ed arruolati  per combattere nella Jihad islamica: forse non riflettiamo abbastanza sul bisogno di credere in valori forti che molti ragazzi cercano invano nel nostro “ricco”  contesto occidentale. Cento anni fa i nostri nonni combattevano sul Carso per dare una identità compiuta all’Italia e in quella tragica carneficina c’era almeno il valore ideale della Patria per il  quale combattere.

Oggi, all’inizio del terzo millennio la cronaca pone ogni giorno  di fronte a noi un campionario variegato di bestialità che ci fanno vergognare di appartenere alla razza umana! Dal Genocidio del popolo siriano alla  guerra per la sopravvivenza che si combatte sulla via delle migrazioni, dalle orribili forme di schiavitù fino alle ingiustizie sociali. Ma siccome le poste  in gioco sono fondamentali per la nostra stessa sopravvivenza esprimo la speranza che la stupidità del male non prevalga.

*Direttore Responsabile del Corrierepl.it

n.bernardini@corrierepl.it

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