Superpremio all’artista Milena Petrarca per il dipinto Matilda – l’amore dell’imperatore, creato per l’omonima poesia di Anna Manna
Goffredo Palmerini
14 febbraio 2026
ROMA -. Il Premio LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO nacque nel 2001 dopo la pubblicazione del volume “Le rosse pergamene – poesie d’amore” di Anna Manna. Il libro, prefato dal grande poeta scomparso Elio Fiore, fu presentato a Roma nel novembre 2001 al Caffè Greco, alla presenza di noti poeti e letterati. A febbraio del 2002 prese avvio il Premio vero e proprio in Via Veneto, al Caffè Strega, con un successo di pubblico incredibile, premiando liriche di giovanissimi poeti in erba.
Il Premio continuò negli anni seguenti in prestigiose sedi della Capitale: al Caffè Greco, al Grand Hotel Ritz, in Campidoglio, alla Biblioteca della Camera dei deputati, al Centro Altiero Spinelli presso l’Università La Sapienza, presso la Galleria Poli d’Arte a Spoleto, a Palazzo Sora in Roma presso il Sindacato Scrittori Italiani, avvicinando la Cultura dei sentimenti ai giovani, ai giovanissimi, agli adulti, agli anziani. Negli ultimi anni il premio è diventato un Progetto culturale ed ha organizzato convegni, seminari, mostre, estendendo l’idea iniziale di Poesia d’amore e solidarietà ad un percorso di scambio, confronto e incontro con altre discipline letterarie ed artistiche. Sono nati così, durante il periodo della pandemia, I GRANDI DIALOGHI NEL WEB.
Il progetto portato avanti da LE ROSSE PERGAMENE non ha mai evitato il confronto culturale con le nuove realtà della storia: alla Sapienza Università di Roma per molti anni si è svolta la sezione PREMIO EUROPA E CULTURA con la prestigiosa presidenza di Corrado Calabrò. Sempre vivo è stato l’interesse per il patrimonio culturale italiano attraverso la Sezione ITALIA MIA, con la presidenza di Neria De Giovanni. Accanto alle poesie ispirate da un Nuovo Romanticismo, movimento nato alla Sapienza dall’incontro culturale tra l’ideatrice de Le Rosse Pergamene, Anna Manna, con la docente di scuola di poesia Daniela Fabrizi e con il prof. Gilberto Mazzoleni, famoso poeta e antropologo, docente alla Facoltà di Lettere, si è sviluppata negli anni un’attenzione costante ed approfondita verso la CULTURA DEI SENTIMENTI.
Dal 2001 LE ROSSE PERGAMENE sono davvero un’avanguardia culturale, che ha acceso l’interesse verso un nuovo approccio al mondo relazionale, un nuovo linguaggio sentimentale, un nuovo concetto della figura femminile nei rapporti umani, un senso ed un significato diverso dell’amore nelle espressioni artistiche. Un vero movimento letterario che ha portato questi suoi messaggi innovativi nelle università, nelle città della cultura, nei luoghi degli incontri e degli scambi culturali, negli ambienti che accoglievano le varie discipline artistiche, tra le varie età della vita, tra le donne e gli uomini di questa nostra società che sembra addirittura aver ormai bisogno d’una educazione al sentimento.
In occasione della FESTA DI SAN VALENTINO 2026, nel mese dedicato all’amore, il Premio LE ROSSE PERGAMENE ha comunicato ufficialmente la vincitrice del SUPERPREMIO dei 25 anni: la pittrice Milena Petrarca per il suo dipinto “Matilda”, ispirato dai versi della poesia di Anna Manna “L’AMORE DELL’IMPERATORE”, dedicata a Tocco da Casauria, al paese in Abruzzo ed una sua antica leggenda legata al famoso e suggestivo Castello Caracciolo, che sorge nella splendida piazza su via del Colle. Così Anna Manna ci racconta la leggenda, nella brochure che sta preparando per l’evento di novembre a Roma, concedendoci il testo in anteprima.
“Tocco da Casauria è il paese natio di mio padre, lo scrittore Gennaro Manna. Figlia d’arte, nella grande casa dei MANNA su piazza Sant’Eustacchio, ho conosciuto sentimenti dolci e forti, nell’incantesimo di un’educazione letteraria che ogni giorno mi proponeva favole, malie, incantesimi e racconti. A Tocco c’è un Castello. Non ci credete? Proprio sulla piazza. E si narravano tante piacevoli storielle. Che per le spose fortunate il Castello si illuminava tutto come augurio per esempio. Chissà, io non l’ho mai visto, ma pare che quando una mia lontana zia, la bellissima zia Livia andò sposa, veramente il Castello si illuminò. Così dicevano in paese le vecchiette.
Da adulta, quando alle favole del Castello non ci pensavo più, facendo le mie adorate ricerche bibliografiche in una Biblioteca a Roma, famosa e bellissima, trovai in una pergamena, tutta rovinata ed ingiallita, la notizia gustosa e sorprendente che il Castello di Tocco aveva ospitato l’imperatore Federico II! E che – udite udite – l’imperatore si era innamorato di una donna del paese, una donna dei Manna. Una mia antenata aveva conquistato l’imperatore e l’imperatore aveva conquistato una mia parente lontana. Incredibile, mi sembrò una scoperta favolosa come quelle lontane favole di mio nonno quando raccontava, sgranocchiando le noci, dei suoi amori con le contesse e le nobildonne, mentre le zie inorridivano e mi tappavano le orecchie. Io mi divertivo tantissimo e disegnavo signorine eleganti con boa di struzzo azzurro attorno al collo, dopo aver fatto i compiti sui quaderni che mi regalava zia Maria.
Così cominciai ad indagare nelle biblioteche con lo spirito birichino di allora. Una zingarella romana all’uscita della biblioteca, in uno di questi avventurosi viaggi tra le pergamene, mi volle leggere la mano e mi disse: “Nella tua vita c’è un castello incantato”. Rimasi di stucco e le narrai come ad una sorellina piccola le favole del Castello di Tocco. Lei mi guardò e mi sussurrò: “Questi incontri fatati si ripetono ogni cento anni.” E se ne scappò. Non ho mai capito se si ripetevano a Tocco o nella storia del mondo. Sono rimasta con questo dubbio intrigante. Ma sono sicura che a Tocco non arrivarono mai altri imperatori. E del resto finora non ho saputo niente da poter raccontare delle donne di casa Manna.
Vedete, ho ripreso a disegnare fiabe, mi tocco i capelli striati di bianco, non ho più il fiocco da bambina, ma la testa, il cuore, le parole forse sono come allora. Ed allora scendiamo insieme nei versi come fossero pergamene, cerchiamo i segreti ed i messaggi nelle parole, nelle pause, tocchiamo ad una da una le antiche pergamene. Ascoltate il rumore della carta antica tra le dita, lo spessore della carta, da una parte ruvida e dall’altra morbidissima al tatto. Come la vita, come gli eventi, come gli incontri, come le stagioni della vita. Ma basta una poesia, a volte solo un verso e dentro lo scrigno nebuloso dei ricordi, in fondo, si accende un fiammifero nella notte e ti invita a rubare ancora una volta un pezzetto di Paradiso perduto.”
E allora Buon 25° Anniversario alle ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO. A novembre prossimo sarà una festa davvero grande e indimenticabile, con tutti i numerosi insigniti in questo quarto di secolo del prestigioso Premio Le rosse Pergamene.






