l’Italia degli sperperi Tra “fare all’olandese“ e fare alla romana.

10 luglio 2020
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di Danilo De Masi

Nella fase di transizione tra il Presidente uscente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e l’attuale, Carlo Bonomi, il quotidiano di proprietà del sodalizio che rappresenta gli Industriali italiani, ha pubblicato (10 aprile di questo 2020, pagina 11) un servizio a tutta pagina per attaccare l’Olanda, come noi chiamiamo i Paesi Bassi forse perché abbiamo sempre visto in sosta alla Stazione Termini il treno internazionale per eccellenza, l’Holland Italien Express. In realtà l’Olanda è solo uno dei Paesi, delle “sette provincie” romane di lingua Neerlandese, con il guado verso Nord, attraverso il fiume Mosa, (Mosae trajectum in latino, l’odierna Maastricht) che – dopo la dissoluzione dell’impero romano – diedero vita al primo stato federale moderno, con una costituzione scritta in latino.

Casa regnante gli Orange-Nassau, maglietta della Nazionale colore arancione. L’attacco all’Olanda (firmato Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi) era focalizzato sulle presunte agevolazioni fiscali che attrarrebbero slealmente imprese italiane nel Paese dei tulipani 1.

Chiunque si sia occupato di Economia, almeno negli ultimi trent’anni, sa benissimo che (mediamente) si pagano più tasse nel Nord-Europa che nel Centro-Sud e nel Nord-Africa (le prime “fughe fiscali” avvennero dalla Svezia già negli anni ’60). Il motivo per cui alcuni Gruppi Italiani si sono trasferiti anche nel Regno Unito, già in uscita dalla UE, oltre che ad Amsterdam è la messa al sicuro da imboscate giudiziarie-fiscali che – pur concludendosi, in Italia, con un nulla di fatto – arrecano danni enormi dal punto di vista commerciale e borsistico. Ricordo bene una tipica imboscata ai danni della Compagnia Internazionale dei Wagoni Letto: sulla base di un esposto anonimo venne sequestrata una Carrozza ristorante (in deposito) alla Stazione Tiburtina e si trovò del materiale avariato/scaduto. Venne ordinato un sequestro cautelativo su base nazionale. Il rappresentante della CIWL dichiarò di “aver capito” e ritirò la Compagnia dal mercato italiano. È noto chi l’abbia sostituita, sui treni e nelle Stazioni ed a quale personaggio nazionale ed europeo francofilo fosse legato il defunto (cicloamatore, travolto) presidente delle Ferrovie.

L’espressione “frugal four” (quattro Paesi Frugali: Austria, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi) è stata coniata a Londra dal Financial Times e tradotta in “Paesi Frugali” mentre il vocabolo frugale è più adatto a riferirsi al pasto di sola frutta e verdura (così in latino). Il concetto olandese, reso in italiano, dovrebbe essere tradotto con sobrio e sobrietà. La questione che ci riguarda, attiene tuttavia molto più al “rigore” che al panem et circenses (come nel mio precedente articolo).

Al servizio killer ha replicato garbatamente l’Ambasciatore a Roma, Joost Flammand La questione della corretta spesa, pubblica e privata, divide i Paesi Bassi da Roma nel corso dei secoli, anche con aneddoti e modi di dire. Con riferimento al pagamento del conto a ristorante, i viaggiatori inglesi del Grand Tour riportavano un po’ ironicamente che i Romani pre-unitari (del 1600 / 1700) “facevano all’olandese”, as a Dutchman. Oggigiorno, proporre di “fare alla romana” significa dividere il conto tra il numero dei commensali: se più o meno “signori” si possono escludere dai paganti i ragazzini e le donne 2.

In realtà, la reprimenda dei Viaggiatori inglesi su i romani/olandesi era più precisa: l’accusa era che nel dividere il conto, ciascuno pagava esattamente per ciò che aveva consumato, e non la segue in seconda pagina 1 Paese dei tulipani: i tulipani li hanno “inventati” i Turchi, ma questo è un altro discorso. 2 Alla romana/all’Olandese: gli Inglesi dicono “doing Dutch “. segue dalla pagina precedente ./. quota derivante dalla divisione del totale (come si usa tra commilitoni, compagni di scuola o di collegio). Si può discutere di “bon ton” e di galateo (personalmente la penso come gli Inglesi 3 ) ma non si può negare che gli Olandesi abbiano serie preoccupazioni circa il denaro che Italiani ed altri mediterranei vorrebbero ricevere dalla UE senza una programmazione di spesa, senza impegno di resoconto e senza un preventivo prima ed un consuntivo poi: la lobby di Via Nazionale/XX Settembre ha fatto abolire il “Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica”, istituito da Einaudi, proprio per il fastidio di dover rendere conto. Chiunque abbia avuto parte – come chi scrive – nell’intervento pubblico nel Mezzogiorno (allora di livello enormemente superiore, qualitativamente, all’attuale) ricorderà cerimonie e convegni di avvio di programmi – già finanziati da fondi UE – con spettacoli, conferenze e laute cene, poi silenzio fino a prosciugamento acconto fondi e rinuncia alle tranches successive per non dover redigere il consuntivo. Le due “penne killer” – tra i tanti elementi – ci informano incautamente che la tangente media richiesta dagli Amministratori locali, in Olanda, si attesterebbe sul 1,5 %: questa notizia, involontariamente, provocherà una corsa ad operare in Olanda piuttosto che a Roma. Ho letto che un rappresentante dell’Alitalia, incontrando la Lufthansa non avrebbe saputo rispondere alla domanda circa il numero degli aerei di proprietà od a nolo. No comment.

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