La Cerimonia del passaggio di consegne al nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana.

23 giugno 2019
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“I marinai sono un patrimonio prezioso di persone impegnate

a tutelare libertà e sicurezza del nostro Paese,

presenti nel momento del bisogno,

anche a supporto della popolazione civile”

(Salvo Consoli) 21.6.2019.

Alifiere della Marina al cambio

Alifiere della Marina al cambio

La bandiera di guerra della Marina con la sua scorta, sventola aprendo la cerimonia di avvicendamento a Palazzo Marina tra gli Ammiragli Valter Girardelli e Giuseppe Cavo Dragone, sorretta con fierezza per la prima volta da un alfiere donna, il sottotenente di vascello Greta Vecchiattini.

Passaggio Bandiera alla cerimonia.

Passaggio Bandiera alla cerimonia.

sotto segretario e capi di smm ministroSono presenti il Ministro Elisabetta Trenta, il Sottosegretari   Raffaele Volpi e Angelo Tofalo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli,  e le autorità civili e militari.

Il Ministro presenta il bilancio di attività della Forza Armata, ricordando le attività condotte dalla Marina Militare sotto la guida dell’Ammiraglio Girardelli, con una significativa  presenza delle unità navali  in contesti marittimi diversificati attraversoi missioni a tutela degli interessi nazionali tra cui l’Operazione nazionale Mare Sicuro, il supporto all’operazione dell’Unione Europea a guida italiana EUNAVFORMED “Sophia”, il contributo all’operazione NATO “Sea Guardian”, le campagne di Nave “Carabiniere” e “Alpino”, l’impiego delle fregate “Margottini” e “Martinengo” nel Mare Arabico e nell’Oceano Indiano in EUNAVFOR “Atalanta”, la campagna di Nave “Alliance” fra i mari d’Islanda e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico, per sostenere importanti attività di ricerca, l’impresa di Nave “Vespucci”, che per la prima volta nella sua storia ha raggiunto e superato il Circolo Polare artico.

Nella maggior parte delle operazioni  è stata garantita per altro “una proficua attività di promozione del made in Italy in aree eterogenee, garantendo un efficace ritorno d’immagine per le Forze armate italiane e per il Sistema Paese”. In definitiva la titolare della Difesa  ha ringraziato l’Ammiraglio Girardelli per il lavoro di ammodernamento dello strumento aeronavale e per aver contribuito al generale processo di snellimento dell’azione amministrativa, mostrando “le  sue “straordinarie capacità di gestione elaborando politiche finanziarie volte a ottimizzare l’impiego delle risorse assegnate, consolidando una coerente visione unitaria e centrale delle esigenze della Forza armata”.

Una Forza Armata: “fatta di donne e uomini che credono fortemente nella loro professione e nella loro missione, pronti a dimostrare le loro capacità in ogni occasione, generosi e straordinari professionisti del Mare”. “Donne e uomini di cui io stessa sono profondamente orgogliosa, come Ministro della Difesa, e dei quali ritengo tutti gli italiani debbano andare fieri”.

Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone

Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone

A sostegno dell’azione di scelta meritocratica operata, rivolgendosi all’Ammiraglio Cavo Dragone,  il Ministro ha precisato come il nuovo Capo di Stato Maggiore conosca già: ”la rotta da percorrere e come orientare le vele di questo splendido bastimento, cosi da affidargli la Marina Militare, i suoi uomini, le sue donne, con il compito di unire i loro cuori, i loro ‘petti di ferro’ in difesa delle ‘care genti’. Che le sue capacità morali, intellettuali e professionali possano raccogliere il valore, la generosità, il coraggio e la passione del suo equipaggio e farne energia positiva per condurre la Marina lungo quegli oceani, aperti e sconfinati, che si presentano al di là dell’orizzonte”.

Sono appena passati  una decina di  giorni dalla festa della Marina Militare del 10 giugno che ha ricordato le epiche azioni dei MAS contro la flotta nemica, compiute al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo distintosi per  la sua eroicità e competenza  e  cosi sul fronte meritocratico,   oggi si  insedia il nuovo Capo di Stato Maggiore a coronamento della sua carriera rigorosa e costellata di speciali meriti, mettendo in risalto quelle doti di competenza e di brillantezza che l’hanno contraddistinta.

L’Ammiraglio a tre stelle viene dal Comando operativo di vertice interforze, organismo  del capo di stato maggiore della difesa delle forze armate italiane, che esercita la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle Operazioni militari, sulle esercitazioni interforze e multinazionali e tutte le attività ad esse collegate.

Il Comando Operativo di vertice Interforze (COI) nasce come effetto della legge n. 25 del 18 febbraio 1997 di ristrutturazione dei vertici delle Forze Armate che pone il Capo di Stato Maggiore della Difesa in posizione sovraordinata rispetto ai Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa. Un incarico che L’Ammiraglio ha assolto con grande determinazione e con successi, riscuotendo parecchi consensi tra il personale interforze, sia per le sue doti umane che militari e professionali.

Assertore dell’importanza del Mediterraneo nell’attuale scacchiere geopolitico sempre più strategico tra le potenze militari, l’Ammiraglio è noto anche come colui che nel rigore sa apprezzare le competenze, affrontare i problemi e trovare le soluzioni. Un operativo con la O maiuscola che ha comandato il mitico comando degli incursori Comsubin, l’allora ammiraglia portaerei Garibaldi e l’Accademia Navale. Se quindi carriera e meritocrazia sono gli elementi scelti dal  Ministero della Difesa,  è chiaro che poi le decisioni non possono avere un target diverso. Infatti salvaguardando le legittime aspettative del personale, la Difesa sta innovando il sistema meritocratico nella gerarchia militare, perché da questo dipende la possibilità di individuare gli elementi più meritevoli che effettivamente sono idonei alla promozione per ricoprire incarichi superiori . Si tratta di approntare per altro un metodo basato sulla meritocrazia che non può non passare dal continuo aggiornamento del processo di riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare in un contesto di unitarietà del comparto Difesa e Sicurezza.

La  nomina all’ultimo minuto  sull’Ammiraglio Cavo Dragone sembra però essere destinata a durare nel tempo stante il largo consenso del  Quirinale,  potrà approdare tra qualche anno verso il vertice dello Stato Maggiore della Difesa   potendo cosi guidare la trasformazione interforze del mondo militare tanto ambita dal Dicastero e dal personale.

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