9 settembre 1943. L’affondamento della nave ammiraglia italiana “Roma”.

10 settembre 2018
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Corazzata Roma

Corazzata Roma. Immagine tratta dal sito della Marina Militare.

La corazzata Roma, della Regia Marina italiana, al momento dell’Armistizio era dislocata nel porto della Spezia insieme ad altre due corazzate, tre incrociatori 8 cacciatorpedinieri. Tra le clausole dell’ “Armistizio breve” siglato il 3 settembre 1943 gli Alleati avevano preteso che le Forze Navali da Battaglia italiane passassero nel loro campo. L’impegno venne onorato.

Le Forze Navali da Battaglia, salpate tra La Spezia e Genova, si diressero verso la Maddalena. Essendo quest’ultima caduta sotto il controllo tedesco le navi invertirono la rotta per uscire dal golfo dell’Asinara, quando furono attaccate da arei germanici che centrarono la nave ammiraglia Roma che affondò insieme al suo comandante l’ammiraglio Carlo Bergamini.

Era il 9 settembre 1943, da allora la Marina Militare celebra la “Giornata della Memoria dei Marinai scomparsi in Mare” a perenne ricordo del sacrificio dei marinai, militari e civili, deceduti e sepolti in mare.

Quest’anno in occasione della commemorazione svoltasi a Brindisi per il 75° anniversario sono state diffuse nuove immagini ad alta risoluzione della corazzata Roma rilevate dalla nave Vieste impiegando, per la prima volta, veicoli autonomi e filoguidati. Le immagini mostrano   i diversi tronconi del relitto in cui, a seguito dell’esplosione, si è spezzata l’Unità, adagiati sul fondale in diverse posizioni distanti tra loro, alcuni dei quali capovolti e in parte insabbiati all’interno del profondo canyon di Castelsardo, su un fondale particolarmente impervio e roccioso. Lo scafo della corazzata Roma era stato individuato per la prima volta nel 2012 a 1200 metri di profondità.

Scoperto e identificato lo spezzone della poppa estrema, sopravvissuto all’impatto, così come una parte della prora, anch’essa con uno dei cilindri “Pugliese” in bella vista. Scoperto, inoltre, uno dei basamenti delle torri di medio calibro da 150 mm. e una delle torri di grosso calibro rovesciata da 381 mm., nonché una slitta della catapulta di poppa per il lancio degli idrovolanti da ricognizione RO 43. Localizzato anche il più grande degli spezzoni di poppa, dove sono ancora ben visibili due delle quattro eliche tripala presenti originariamente.

Dal sito della Marina Militare.

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