Auguri ad ISBEM per i suoi 19 anni di vita Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo.

27 maggio 2018
By

Monastero del 3° Millennio – ex Convento dei Cappuccini, via Reali di Bulgaria, Mesagne

Convento dei Cappuccini (1503) a Mesagne_sede operativa dell'ISBEM

Convento dei Cappuccini (1503) a Mesagne_sede operativa dell’ISBEM

MESAGNE (Brindisi) – Nell’ultimo comma dell’art. 118, la nostra Costituzione riporta che: Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per svolgere attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Basterebbe già questo per sentire il dovere e la forte motivazione etica e sociale, per proteggere un ente come l’ISBEM che è nato per la lungimiranza di pochi, ha avuto un’infanzia difficile, ha quasi superato l’adolescenza ed esprime oggigiorno – grazie a molte persone del territorio – capacità operative, innovative ed occupazionali. Sempre nella Costituzione, e in leggi approvate, si afferma che i cittadini, singoli o associati, possono avere lo stesso ruolo delle pubbliche istituzioni nel perseguire il bene comune e gli interessi generali.

Di fatto, la Costituzione italiana non solo riconosce un diritto ai cittadini ma stabilisce anche un dovere per le istituzioni che devono sostenere i cittadini e favorirli in questa funzione sociale. Per secoli, quest’ultima è stata a loro preclusa. Per il Salento tutto, la Puglia e il Mezzogiorno, l’ISBEM rappresenta un caso di studio (ci sono già state tesi di laurea e di dottorato) ma anche un’opportunità reale di sviluppo, innescata dalla lungimiranza di chi firmò l’atto costitutivo – in rappresentanza degli enti che presiedevano – e destinò le prime risorse con illuminata generosità: Mario CAMPA, Gino RIZZO, Giovanni SEMERARO, Domenico LAGRAVINESE e Paolo CAVALIERE.

Poi, che l’ISBEM sia sopravvissuto fino ad oggi – nonostante varie tempeste legate all’umana insipienza (il sistema Cittadella della Ricerca, culla dell’istituto, dilaniato da illogiche battaglie politiche nazionali), la crisi finanziaria, errori di reclutamento e di investimento, -, etc. – si deve alla dedizione e alla resilienza di molti, fra ricercatori, tecnologi, amministratori, nonché alla generosità di vari benefattori. Va a merito dell’ISBEM, e pertanto a merito di molti giovani e senior del territorio, la capacità di aver generato una scala di valori che si diffonde per osmosi non solo nel mondo scientifico, ma anche nelle Scuole e fra tante altre comunità del territorio e far singoli cittadini che sono lo specchio vero e riflettono gli sforzi fatti! Come si spiegherebbe altrimenti il successo dell’ISBEM nella classifica del 5×1000 destinato alla ricerca scientifica? Da anni, infatti, ISBEM risulta 1° in Puglia, 3° nel Mezzogiorno e 33° in Italia, fra i 420 destinatari, di cui molti blasonatissimi!

DETTAGLI ALLEGATO Piselli-di-Mendel-in-fiore-e-ramo-di-ulivo-al-Convento-dei-Cappuccini-in-Mesagne-Simboli-di-Scienza-e-Pace.

DETTAGLI ALLEGATO
Piselli-di-Mendel-in-fiore-e-ramo-di-ulivo-al-Convento-dei-Cappuccini-in-Mesagne-Simboli-di-Scienza-e-Pace.

Fondato 19 anni fa come istituto senza scopo di lucro, ISBEM non ha finalità commerciali né può distribuire dividendi a nessuno, per statuto, se li producesse! Infatti, la sua mission è quella di agire concretamente per migliorare il settore biomedico e socio-sanitario (Pianeta Salute), sia aumentando il tasso e la qualità dei progetti di ricerca (più risultati per il territorio), sia il numero di ricercatori (più occupazione qualificata), sia erogando gratuitamente servizi socio-sanitari (scambio di buone pratiche, aiuto ai più deboli e quindi più salute su larga scala).

 In una società in rapida evoluzione, quale la nostra, ISBEM si pone da piattaforma, multi-istituzionale, inter-disciplinare e multi-culturale, cioè quel che serve al Pianeta Salute oggi universalmente valutato come settore strategico teso a proteggere la salute che è sì un bene individuale, ma soprattutto un bene comune. L’interesse collettivo porta a dire che, in ogni data comunità, la Salute è motore di sviluppo oltre che strumento di giustizia. Nessuna meraviglia quindi se ISBEM, svolgendo appieno la sua mission, spesso appare serenamente sfrontato nel chiedere supporto a tutti: alle Istituzioni, alla Ricerca, alle Imprese, alla Cittadinanza, alle Scuole e al mondo dei Media. Invero, questi attori del progresso dovrebbero collaborare sempre per la coesione sociale ma anche per introdurre innovazioni con la ricerca. Oltre all’auspicio e alla volontà di superare le varie criticità contingenti – emerse pur a fronte di energie inenarrabili profuse in un contesto difficile perché risucchiato da varie priorità – ecco quel che ci si augura per il futuro di ISBEM:

Una FARFALLA ed una ZINNIA in una GRANDE SINERGIA

Una FARFALLA ed una ZINNIA in una GRANDE SINERGIA

  1. Reclutare sempre più giovani, fin dalla scuola superiore, ed avviarli al mondo dell’innovazione, ottimizzando il meccanismo virtuoso del 5×1000 con cui i Cittadini possono favorire gli istituti di ricerca e farli crescere ovunque.
  1. Trovare i modi e i mezzi per coprire i costi funzionali di un istituto scientifico, essenziale per il Mezzogiorno, che non ha sussidi pubblici;
  2. Aumentare i posti di Dottorato di Ricerca – essenziali per le strategie future su salute ed ambiente, finora finanziati da ISBEM per oltre un milione di €;
  3. Produrre salute su larga scala prevenendo attivamente le malattie. Sono in tanti ad usare i programmi ISBEM contro osteoporosi, melanoma, ictus, etc; .
  4. Consolidare i Corsi di Orientamento e di Preparazione all’Università;
  5. Diffondere fra i Cittadini la nuova cultura della salute, con le Mini Medical School che fanno conoscere sia con le innovazioni che i corretti stili di vita;
  6. Internazionalizzare il territorio, per valorizzarne i talenti, giovani e senior che, nel Mezzogiorno, sono proprio tanti e si esprimono con la cultura, la natura, i cibi, l’organizzazione, il modo di produrre salute e benessere, etc.;
  7. Fare del Convento Cappuccini in Mesagne un Collegio Universitario per accogliere giovani studiosi italiani e stranieri (www.isbem.it/m3m). Infatti, per valorizzare al meglio la struttura – anche per varie istituzioni pubbliche –  l’ISBEM ha sostenuto costi per oltre seicentomila euro, nell’arco di 10 anni;
  8. Creare una Fondazione di Comunità per infrastrutturare il capitale sociale, con coraggio e con una strategia tesa a un futuro migliore anche nel PIANETA SALUTE, mettendo in sinergia i vari protagonisti del progresso sostenibile;
  9. Avviare dei percorsi virtuosi per un riscatto sociale, morale e culturale da tempo atteso nel Mezzogiorno, in cui i cittadini costruiscono il futuro con le proprie mani ma in condivisione di intenti con altri cittadini. Una cosa buona e giusta, non solo per se stessi, ma soprattutto per le future generazioni, a mo’ di epigenetica del Bene Comune. Fino a quando una regione come la Puglia può tollerare che duecentomila giovani laureati emigrino negli ultimi 15 anni?

Prof. Alessandro DISTANTE, Cardiologo, già Docente Universitario e Presidente dell’ISBEM

Ing. Vincenzo RIZZO, Ingegnere Biomedico, Project Manager e Vice-Presidente dell’ISBEM

Prof. Paolo CAVALIERE, Fisico, già Docente Universitario e Co-Fondatore dell’ISBEM

INFO: 0831-713512-713514; distante@isbem.it; vrizzo@isbem.it; paolocava41@gmail.com

 (www.isbem.it/m3m)

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dieci anni

Archivio