NON SIAMO COME GLI ALTRI!!!  DALLA PENSIONE PRIVILEGIATA ORDINARIA  ALLA PENSIONE DI INVALIDITA’.

15 Ottobre 2017
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 Magg. Gen. E.I (c.a.) Vincenzo Ruggieri

      Presidente ANUPSA Gruppo di Torino e V.d.A.

DifesaL’ iniziativa prende le mosse da alcune proposte di legge all’esame delle Commissioni Riunite (XI e XII) della Camera aventi per oggetto la sicurezza sul lavoro e la tutela assicurativa contro gli infortuni e le “malattie professionali” del personale delle Forze armate.

Le malattie professionali più note sono le “osteoarticolari”, segnatamente per paracadutisti e quelle derivanti dalle bonifiche dei poligoni o interventi fuori area per il contatto con l’uranio impoverito. Da qualche decennio è stato individuato il “mesotelioma dell’amianto”, in particolare per il personale della Marina Militare.

Sulla base di tali ipotesi e degli eventuali infortuni da causa violenta, già previsti dalla vigente normativa, il Legislatore, con una cosiddetta “riforma”, vorrebbe sottrarli alla giurisdizione militare (da tempo le Commissioni Medico Legali non sono più deputate al riconoscimento delle’infermità, ma esprimono solo pareri non vincolanti) per ricondurli alla disciplina prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Tutela assicurativa” gestita dall’INAIL.

Non da oggi ma oggi più di ieri le Forze ed i Corpi Armati dello Stato sono all’attenzione del Legislatore tutta rivolta a sopprimere, non i privilegi, ma i diritti dei servitori dello Stato in uniforme.

A togliere o a comprimere i poteri dei vertici delle strutture istituzionali militari.

Con recenti  varianti al C.O.M. SEGREDIFESA, la Direzione Nazionale degli Armamenti e (responsabile per la logistica) il Comando logistico della Difesa, la Direzione dell’Ispettorato generale della sanità militare potranno essere affidate ad un civile.

Lo dico forte e chiaro senza peli sulla lingua.

Da oltre un decennio non ho mai visto una riforma in favore delle FF.AA.

E’ stato creato il Comitato per le Pensioni Privilegiate, non per accertare, ma per limitare/contestare e/o negare il riconoscimento.

La Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale della Toscana accusò il Comitato di grave negligenza: un paradosso. “Con il suo comportamento ostile provoca DANNI PATRIMONIALI alle casse della Pubblica Amministrazione a seguito dei ricorsi giurisdizionali”.

L’INAIL è la più importante struttura assicurativa italiana di mussoliniana memoria. E’ un ente pubblico non economico e gestisce un patrimonio miliardario di grande rilevanza. Difficile da quantificarlo.

Nasce nel 1933 e si consolida  nel 1935 e successivamente con lo spopolamento delle campagne e con l’avvento dell’industria meccanica ed automobilistica.

In questa sede giova sottolineare che l’Inail, è un soggetto più che interessato, ad una simile operazione. Pronto ad incassare un premio assicurativo non da poco pagato dal datore di lavoro – il MINIDIFESA vale a dire lo Stato cioè, in ultima analisi il contribuente.

Con le vantate riforme:

  • è stata soppressa la promozione alla vigilia;
  • la promozione del giorno dopo. Oggi ripristinata solo per i collocati quiescenza dal primo gennaio 2015. Quelli collocati precedentemente sono figli di nessuno o “servitori dello Stato senza valore”.

Sono stati soppressi i riconoscimenti combattentistici dopo oltre 50 dalla loro previsione legislativa (Legge 1746/1962 che equiparava le operazioni svolte dai “Caschi blu”in zone di intervento alle campagne di guerra), con motivazioni che fanno sorridere. Come la mancanza dello stato di guerra da parte del Capo dello Stato.

I rimborsi delle cure sono riconosciuti solo per le infermità contratte fuori area. Le stesse infermità contratte in Italia non meritano attenzione.

L’espressione RIFORMA prima significava: cambiare, correggere, migliorare.

Oggi non più. Significa:  TAGLIARE – SOPPRIMERE.

Ecco perché non mi fido.

Più volte ci sono stati tentativi per sopprimere la ppo.

“Siamo accusati che all’insegna della mistificazione di una fraintesa specificità, il mondo delle Forze Armate è apparso chiuso alle istanze di rinnovamento….. .”

 NON E’ COSI’

 Si pensi alle missioni negli angoli più delicati del nostro spicchio di mondo, come nella RCA, nel

Mali, a Gibuti e nell’indimenticabile e sfortunatissima Somalia, un Paese che continua a guardare con grande fiducia all’Italia. Evidentemente l’Italia che era laggiù fino alla prima metà del secolo Si pensi alle missioni negli angoli più delicati del nostro spicchio di mondo, come nella RCA, nel scorso ha lasciato un ricordo tutt’altro che negativo.

Si pensi alla perdurante attività di nostre unità in aree critiche come i Balcani, resi instabili da una parcellizzazione che li espone ora a minacce difficili come quella dei foreign fighters e penose come quella della migrazione dalla penisola anatolica; e a proposito di migrazione penso allo sforzo prodotto per l’operazione EUNAVFOR MED alla quale le Forze Armate assicurano le risorse umane ed info-infrastrutturali fondamentali della componente di Comando e controllo a livello strategico.

Sono i noti comportamenti ostili di una certa parte politica,(con profonda tristezza desidero ricordare che alla sfilata del 2 giugno fu negato l’applauso istituzionale ai militari della Folgore). Questi sono i comportamenti che indeboliscono la Forze Armate che, per giunta, umiliano i militari ammalati o morti per la mortificante sproporzione tra la dedizione dimostrata dal militare in attività altamente pericolose e la riluttanza istituzionale al tempestivo riconoscimento di congrui indennizzi”.

Concludo manifestando personalmente molti dubbi sulla totale bontà del progetto in questione.

Ed insisto: non siamo come gli altri.

 

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