IRAQ. La missione militare italiana “Praesidium” a Mosul

9 Dicembre 2016
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Mosul DamLa diga di Mosul a sbarramento delle acque del fiume Tigri, realizzata per volontà di Saddam Hussein negli anni 80, riveste una grande importanza strategica sia per l’alimentazione idrica delle popolazioni e delle centrali idro-elettriche della regione e sia perché costituisce un potenziale obiettivo dell’ISIS che già in passato ne aveva assunto il controllo, ma ne era stato poi allontanato dalle milizie Peshmerga.

La diga lunga più di tre chilometri alimenta un bacino di 10 miliardi di metri cubi d’acqua che se liberati causerebbero oltre al blackout elettrico l’inondazione di un vasto territorio densamente popolato.Iarq Mosul Erbil Baghdad

La scarsa manutenzione e la morfologia del terreno nel tempo hanno indebolito le fondamenta della diga. Per il consolidamento della struttura l’impresa italiana Trevi ha siglato un contratto da oltre 270 milioni di Euro. Il Governo italiano ha di conseguenza deciso di schierare una Task Force con una forza di circa 500 uomini a protezione della diga e del personale della ditta italiana. Non è quindi in alcun modo una missione di combattimento e tale contributo avviene in accordo con le autorità irachene.

Con tale missione “Praesidium”, integrata nell’operazione “Prima Parthica”, l’Italia si pone al secondo posto dopo gli USA nella lotta Iraqcontro l’ISIS. La Task Force Praesidium incrementa il dispositivo già presente in Iraq con l’addestramento dei Peshmerga ad Erbil, delle forze di Polizia irachene a Baghdad, le Forze dell’Aeronautica Militare stanziate in Kuwait e gli elicotteri NH90 dell’aviazione dell’esercito.

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