Il 13 settembre, a L’Aquila, Federico Palmerini sarà ordinato sacerdote. Domenica 14, alle 11, celebrerà la sua Prima Messa a Paganica.

9 Settembre 2014
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L’AQUILA – Sabato 13 settembre, alle ore 18, presso la Chiesa di San Francesco in Pettino-L’Aquila (data l’inagibilità della Cattedrale), il diacono Federico Palmerini sarà ordinato Presbitero, consacrato per imposizione delle mani da Mons. Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo metropolita dell’Aquila. Domenica 14 settembre, alle 11, don Federico celebrerà la sua Prima Messa a Paganica, in Piazza Umberto I, davanti la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, ancora lacerata dalle ferite del terremoto. Al termine della celebrazione eucaristica si terrà presso la Villa comunale una fraterna conviviale di festa che la comunità parrocchiale e la famiglia, con la collaborazione di molti volontari delle associazioni paganichesi, stanno organizzando. Si presume un grande concorso di popolo per l’evento, con numerosi arrivi dall’Abruzzo e anche da fuori regione. Altre celebrazioni eucaristiche presiederà poi don Federico: lunedì 15 settembre, alle ore 8, presso il Monastero delle Clarisse, a Paganica, e a L’Aquila domenica 21, alle ore 11:30, nella Chiesa di Santa Rita, in via Strinella. In preparazione dell’ordinazione sono previsti a Paganica due momenti di preghiera: giovedì 11 presso il Monastero di Santa Chiara, venerdì 12 presso la Chiesa degli Angeli Custodi, entrambi alle ore 21.

Federico Palmerini è nato a L’Aquila il 28 gennaio 1987 da Goffredo e Anna Maria Volpe. Ha svolto il ciclo delle scuole primarie e medie a Paganica, dove la famiglia vive, poi ha frequentato il Ginnasio e Liceo “Domenico Cotugno” dell’Aquila, conseguendo la maturità classica nel 2006 con il massimo dei voti. Iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo, ha frequentato e dato con profitto gli esami del primo anno, fin quando nel settembre 2007, raggiunto dalla vocazione, è entrato nel Seminario Regionale “San Pio X” di Chieti, frequentandovi l’anno propedeutico. Vi ha poi condotto i sei anni di studi, laureandosi nel giugno scorso con la tesi “Dal deserto alle periferie – Tratti di vita e di pensiero di fratel  Arturo Paoli” *.

Federico Palmerini si è formato nella Parrocchia di Paganica con don Dante Di Nardo, parroco del popoloso centro aquilano dal 1991 al 2007, e con don Dionisio Rodriguez che gli è succeduto. Ha coltivato numerosi interessi sociali e culturali, non ultimo il canto corale con il Coro della Portella. L’ordinazione al sacerdozio di don Federico è la prima di un paganichese dopo quella di Padre Umberto Palmerini passionista, ordinato nel marzo 1959, poi diventato Rettore del Santuario di San Gabriele e per molti anni Segretario Generale della Congregazione dei Padri Passionisti, scomparso quest’anno all’età di 81 anni.

* Arturo Paoli, religioso (piccoli fratelli di Charles de Foucauld) e missionario, nato a Lucca nel 1912. Si laurea in lettere all’Università Cattolica di Milano. Entra adulto in Seminario, nel 1937, e viene ordinato sacerdote nel 1940. Partecipa alla Resistenza, operando in favore degli ebrei perseguitati dai nazifascisti, perciò riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”. Chiamato da mons. Montini (poi diventato papa Paolo VI) alla guida dei Giovani dell’azione Cattolica, si trova in contrasto con il presidente nazionale Luigi Gedda, che ne perora l’allontanamento. Nel 1954 viene nominato Cappellano degli emigranti, assistendo i connazionali sulle navi lungo le rotte per l’Argentina. Nel 1960 si stabilisce in Argentina (dove conosce e fa amicizia con P. Jorge Bergoglio, ora Papa Francesco) per vivere con i boscaioli di Fortin Olmos e condividere con loro condizioni di povertà e privazioni. Poi va a Suriyaco, una zona poverissima, dove la sua testimonianza accanto al vescovo Enrique Angelelli diventa voce profetica per la chiesa argentina. Ricercato e minacciato di morte dal regime, nel 1973 lascia l’Argentina e va in Venezuela, poi in Brasile, a svolgere la sua missione tra gli ultimi. Il suo apostolato è stato caratterizzato da un approccio tutto personale alla teologia della Liberazione. Nel 2005 rientra definitivamente in Italia ed attualmente vive la sua veneranda età nella città natale. Vasta la produzione di Arturo Paoli. I testi principali, raccolti e pubblicati, costituiscono un corpus di alcune decine di volumi editi. L’ultimo libro scritto è “Cent’anni di fraternità”, edito da Chiarelettere.

        

 

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