UTILIZZO DEL CANALE TELEMATICO. I poteri forti sempre più forti. I pensionati alla mercé dei patronati e degli avvocati.

15 marzo 2014
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RIFLESSIONI

di Vincenzo RUGGIERI

 Ecco perché gli anziani sono una risorsa.

Con D.L. n. 201/2011, convertito in legge 214/2011 è stata  disposta la soppressione dell’INPDAP e dell’ENPALS per cui il Presidente dell’INPS non ha resistito alla tentazione di estendere ai dipendenti pubblici e statali il programma di telematizzazione dei servizi ed ha disposto, che a decorrere dal 1° gennaio 2014,  la presentazione dei ricorsi amministrativi ai Comitati di Vigilanza avvenga esclusivamente attraverso modalità telematiche.

Non solo i ricorsi ma anche ricongiunzioni, determinazioni delle retribuzioni pensionabili e di contributi nonché di prestazioni previdenziali (reversibilità) dovrà avvenire esclusivamente attraverso:

–         in via diretta dai cittadini dotati di PIN, tramite accesso al sito internet dell’Istituto e successivamente ai “servizi online”;

–         tramite gli avvocati e Enti di Patronati ed altri soggetti abilitati all’intermediazione con l’Istituto di cui alla L. 12/1979.

I Patronati ed i CAF esultano ed assumono la caratteristiche degli squali che seguono le navi da crociera in attesa che siano versati in mare gli avanzi delle cibarie dei croceristi.

Pretendere che un pensionato o la vedova di questi possa accedere al sito internet senza difficoltà e con estrema facilità è demenziale se non manicomiale.

Va da sé che il pensionato o la di lui vedova dovrà necessariamente fare ricorso al patronato in alternativa al CAF o ad un legale. Prestazione certamente non a titolo gratuito.

Il pensionato o la di lui vedova è alle mercé degli squali pronti a ad azzannarlo.

Immaginiamo solo per qualche istante la casalinga di Voghera. Rimasta vedova a 75/80anni alle prese con il PIN ed il sito www.inps.it. Magari seduta su una sedia a rotelle e/o con qualche flebo e con gli accentuati sintomi della demenza senile.


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